# Come si usa bene il vocabolario di latino e di greco

Come trovare il lemma, leggere una voce e scegliere il significato giusto in latino e greco, evitando omografi e primi significati ingannevoli.

Fonte: https://lemma.algon.one/blog/come-usare-il-vocabolario-di-latino-e-greco · Pubblicato il 9 ottobre 2026 · Argomenti: latino, greco, vocabolario, metodo

Il vocabolario è l'attrezzo più usato nelle versioni e uno dei meno capiti. Molti studenti lo aprono, leggono la **prima riga** della voce e traducono con quella. Il risultato è spesso una frase assurda, e la colpa non è del dizionario: è del modo di leggerlo. Una voce di vocabolario è una **piccola mappa**, e si impara a leggerla come tale.

## 1. Prima di aprirlo: trova il lemma

Nel testo le parole compaiono **flesse**: *amicitiae*, *dixerunt*, *λέγοντες*, *ἔφη*. Il vocabolario le registra sotto il **lemma**, la forma «di dizionario»:

- **nomi latini**: il nominativo singolare, seguito dal genitivo che indica la declinazione (*amicitia, -ae*);
- **aggettivi latini**: il nominativo maschile seguito dalle desinenze del femminile e del neutro (*bonus, -a, -um*; *fortis, -e*) o dal genitivo per quelli a una uscita (*felix, -icis*);
- **verbi latini**: la prima persona singolare del presente indicativo, poi il perfetto, il supino e l'infinito (per esempio *dīco, dīxi, dictum, dīcĕre*; alcuni dizionari scrivono l'infinito per esteso, altri solo la desinenza *-ĕre*);
- **verbi greci**: la prima persona singolare del presente (*λέγω*), spesso con i tempi irregolari accanto; i verbi contratti sono registrati **senza contrazione** (*ποιέω*, non *ποιῶ*) e i deponenti alla forma media (*ἔρχομαι*);
- **nomi greci**: il nominativo singolare, il genitivo e l'articolo (*λόγος, -ου, ὁ*): il genitivo ti dice a quale declinazione appartiene.

Trovare il lemma è la metà del lavoro, e si fa **togliendo la desinenza** (in greco anche l'aumento e il raddoppiamento) e ricostruendo il tema. Per le forme irregolari più note (*εἶπον, ἦλθον, ἔφη*) i dizionari di norma le registrano anche al loro posto alfabetico, con il rimando al verbo.

## 2. Gli omografi: una grafia, parole diverse

In latino esistono parole che si scrivono nello stesso modo ma hanno **significati e funzioni diverse**:

- *lĭber, -bri* («libro») e *līber, -era, -erum* («libero»), che hanno origine diversa e una diversa quantità nella prima sillaba;
- *dīco, -ere* («dire») e *dĭco, -are* («dedicare, consacrare»), che differiscono per la coniugazione e per la quantità della *i*;
- *hic, haec, hoc* (il pronome «questo») e l'avverbio *hīc* («qui»), che hanno funzione diversa e, nella scrittura con i segni di quantità, si distinguono perché l'avverbio ha la *i* lunga.

Il vocabolario li registra come **voci diverse** (spesso con un numero in apice). Non fermarti alla prima: leggi la categoria grammaticale (nome, verbo, avverbio), la declinazione o la coniugazione, e scegli la voce che **concorda con la forma del testo**. Se nel testo trovi *dixerunt*, ti serve il verbo di terza coniugazione, non quello di prima.

## 3. Come è fatta una voce

Una voce ben fatta contiene, in ordine:

1. il **lemma** e le forme che permettono di riconoscerlo (genitivo, perfetto, tempi principali);
2. la **categoria grammaticale** e l'eventuale reggenza (quale caso regge una preposizione; con quale caso o con quale costrutto e modo si costruisce un verbo);
3. i **significati**, ordinati in modo diverso a seconda del dizionario: alcuni partono dal significato **originario** o più concreto, altri da quello più frequente;
4. gli **esempi d'autore**, con la citazione di dove la parola si trova;
5. le **locuzioni** (espressioni fisse), mentre i **composti** hanno di norma una voce propria da cercare a parte.

Non sono ingredienti decorativi. Gli **esempi** ti dicono come la parola si comporta in una frase vera; le **locuzioni** spesso contengono proprio la traduzione che cerchi.

## 4. Scegliere il significato: il contesto, non la prima riga

Il primo significato di una voce non è necessariamente quello giusto per il tuo passo. Per sceglierlo:

- parti dalla **categoria grammaticale** (se la parola nel testo è un nome, scarta i significati del verbo);
- guarda la **costruzione**: con quale caso o preposizione è usata? Molte voci sono suddivise per costrutto («con l'accusativo», «con *ut*», «con l'ablativo»);
- cerca fra gli **esempi** una frase simile alla tua;
- verifica che il significato scelto abbia senso nel **brano** (un nome astratto in un contesto di battaglia non vorrà dire quello che vuole dire in un trattato di filosofia).

Un errore tipico: *causa* in un testo giuridico non è il «motivo, ragione» (il primo significato della voce) ma la «causa giudiziaria, il processo»; e in latino *res* significa «cosa», ma anche «fatto», «affare», «patrimonio», «stato», a seconda del contesto.

## 5. Quali vocabolari usare

Per il latino i dizionari di scuola più diffusi sono, fra gli altri, il **Georges-Calonghi** (*Dizionario latino-italiano*) e il **Castiglioni-Mariotti** (*IL. Vocabolario della lingua latina*); per il greco, il **Rocci** (*Vocabolario greco-italiano*) e il **GI** di Montanari (*Vocabolario della lingua greca*). Sono strumenti diversi per impostazione: il Georges-Calonghi e il Rocci sono più antichi e particolarmente ricchi di citazioni d'autore, il Castiglioni-Mariotti e il GI sono più recenti e hanno un'impostazione più moderna. In una versione puoi usare quello che ti ha consigliato il docente: l'importante è **non cambiare strumento a metà** e **leggere** le voci, non solo la prima riga.

## Come aiuta uno strumento digitale

Un tutor digitale può fare per te il lavoro più meccanico: ricondurre la forma al lemma, mostrarti i **candidati** (le letture possibili della forma), indicarti la voce del dizionario e, quando la fonte la ha, la pagina da cui viene il significato. Lemma lavora così: per ogni parola che riconosce ti mostra il lemma, l'analisi grammaticale e, quando c'è, il significato con la **fonte** (Rocci, Georges-Calonghi, Wikizionario e altre, elencate in [Fonti e licenze](/fonti)); se una forma non è nel lemmario, Lemma lo segnala. Tocchi una parola di un testo d'autore e vedi la sua voce.

> **Da ricordare.** Trova il lemma togliendo la desinenza; distingui gli omografi; leggi la **voce intera**, non solo il primo significato; scegli per categoria, costruzione ed esempi; rileggi il risultato nel contesto.

Se vuoi esercitarti, parti da un passo breve come il [Minosse del 2024](/maturita/2024-platone-minosse) o dal [Laelius del 2025](/maturita/2025-cicerone-laelius-de-amicitia): per ogni lemma trovi il significato di dizionario e le forme del brano che ne fanno parte (le forme incerte o non riconosciute sono segnalate o lasciate fuori), e puoi confrontare le tue scelte. Il metodo completo è in [come tradurre una versione di latino](/blog/come-tradurre-una-versione-di-latino); per il greco leggi [come si traduce una versione di greco](/blog/come-tradurre-una-versione-di-greco). E per provare a lavorare con un tutor, [prova Lemma](/demo).

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Fonte: https://lemma.algon.one/blog/come-usare-il-vocabolario-di-latino-e-greco · Lemma, il tutor di greco antico e latino che cita le fonti · https://lemma.algon.one/llms.txt
