Il genitivo assoluto greco: come si riconosce e come si traduce
Il genitivo assoluto è la costruzione greca che corrisponde all'ablativo assoluto latino. Se hai già incontrato il latino hostibus victis, il greco ti sembrerà familiare: cambia il caso, ma la logica è la stessa. Un gruppo di parole sciolto dal resto della frase (in latino si dice absolutus) aggiunge una circostanza: quando, perché, nonostante che, se.
Come è fatto
Il genitivo assoluto è formato da un nome (o pronome) in genitivo e da un participio concordato con esso, anch'esso in genitivo. Il nome è di fatto il «soggetto» del participio, ma non ha nessuna funzione nella frase principale.
Due esempi costruiti, brevi e semplici (non sono citazioni di autori):
τοῦ ἡλίου δύντος, οἱ στρατιῶται ἐπανῆλθον.
τοῦ ἡλίου (nome) e δύντος (participio aoristo di δύω) sono entrambi genitivi singolari maschili e concordano. Traduzione: «Al tramonto del sole» oppure «Quando il sole fu tramontato, i soldati tornarono».
Κύρου βασιλεύοντος, οἱ Πέρσαι εὐδαίμονες ἦσαν.
«Mentre Ciro regnava» (letteralmente «regnando Ciro»), i Persiani erano felici.
Come si riconosce
Come per il latino, tre indizi da usare insieme. Se vuoi rivedere il ragionamento nella lingua sorella, la corrispondenza con l'ablativo assoluto latino è quasi punto per punto.
- Due parole in genitivo che concordano: un nome e un participio.
- Sono staccate dal resto, spesso all'inizio del periodo, ma anche in mezzo.
- Il nome non ha altra funzione nella frase: non è il soggetto della principale e non è il complemento di nessun verbo.
Attenzione all'ordine delle parole: in greco il nome e il participio non stanno sempre vicini. Nel passo dell'Apologia che vediamo sotto, il participio ὄντων viene prima del nome, che arriva solo dopo due infiniti.
Il participio congiunto: la trappola più comune
L'errore più frequente è confondere il genitivo assoluto con il participio congiunto. Confronta:
τοῦ ἡλίου δύντος, οἱ στρατιῶται ἐπανῆλθον. — genitivo assoluto.
οἱ στρατιῶται ἰδόντες τοὺς πολεμίους ἔφυγον. — participio congiunto.
Nel secondo caso ἰδόντες (nominativo plurale) concorda con οἱ στρατιῶται, che è il soggetto della frase: il participio è «congiunto», cioè legato a un termine che ha già una funzione. Traduzione: «I soldati, avendo visto i nemici, fuggirono».
La regola pratica è sempre questa: chiediti con quale nome concorda il participio. Se il nome compare altrove nella frase con una funzione (soggetto, oggetto, complemento), è un participio congiunto. Se il nome compare solo nel gruppo in genitivo, è un genitivo assoluto.
Una cautela: nei testi veri capita talvolta che l'autore usi il genitivo assoluto anche quando il nome coincide con un termine della frase. È un'irregolarità, non la regola: in una versione di scuola parti dal presupposto che il genitivo assoluto abbia un nome suo, che non ha altra funzione nella frase, e ragiona su un'eventuale eccezione solo dopo aver riletto con attenzione tutta la frase e, se serve, aver chiesto all'insegnante.
Quali participi si usano
Il tempo del participio indica il rapporto con il verbo principale, non il tempo assoluto:
- Participio presente: azione contemporanea. Κύρου βασιλεύοντος, «mentre Ciro regnava».
- Participio aoristo: azione anteriore. τοῦ ἡλίου δύντος, «dopo che il sole fu tramontato».
- Participio perfetto: stato presente che deriva da un'azione precedente («essendo stato fatto e restando tale»).
- Participio futuro: più raro, indica uno scopo o un fatto atteso. Se lo vedi, rendilo con «nell'intenzione di» o con «dovendo».
Nel genitivo assoluto, a differenza dell'ablativo (il latino sum non ha il participio presente), il participio del verbo essere (ὤν, οὖσα, ὄν) è frequentissimo, perché permette di aggiungere un nome o un aggettivo: τῶν στρατιωτῶν ἑτοίμων ὄντων, «essendo pronti i soldati».
Come si traduce
Hai tre strade, e scegli quella che rende meglio il senso:
- Forma implicita: participio o gerundio italiano («tramontato il sole», «essendo il sole tramontato»).
- Forma esplicita: una subordinata. Il valore non è scritto nella forma greca, lo decide il contesto: - temporale: «quando, mentre, dopo che»; - causale: «poiché, dato che»; - concessivo: «sebbene, pur essendo»; - ipotetico: «se, qualora».
- Sostantivazione: Κύρου βασιλεύοντος può diventare «durante il regno di Ciro».
Spesso più di una scelta è possibile: scegli quella coerente con il resto del periodo e con il senso complessivo del brano.
La negazione: οὐ o μή
La negazione del participio cambia in base al valore:
- di norma si usa οὐ quando il valore è fattuale (temporale, causale, concessivo: si dice che una cosa non è successa);
- si usa μή quando il valore è ipotetico (il participio sta al posto di una proposizione condizionale) e anche quando è eventuale o generico («ogni volta che… non»).
Il consiglio pratico: quando trovi μή con un participio in un genitivo assoluto, pensa subito a un «se non» (μὴ ὄντος, «se non c'è»). Quando trovi οὐ, pensa a un fatto reale. Non è una regola senza eccezioni, perciò controllala sempre nel contesto.
ὡς con il genitivo assoluto
Quando il genitivo assoluto è introdotto da ὡς, la causa o la circostanza è presentata come opinione o motivazione addotta da qualcuno (di solito dal soggetto della frase o da un altro personaggio, non da chi scrive), non come fatto oggettivo. In italiano rendi con «nella convinzione che», «dato che, a suo dire», «sostenendo che». Il motivo addotto può anche essere vero: ὡς dice solo che è presentato come ragione di chi agisce o parla.
Un esempio costruito (non una citazione): ὡς τῶν πολεμίων προσιόντων, οἱ πολῖται ἔφευγον («i cittadini fuggivano, convinti che i nemici si stessero avvicinando»).
Esempi dai testi di maturità
Platone, Apologia di Socrate 32b (traccia del 2010). Socrate racconta il processo agli strateghi delle Arginuse e il suo rifiuto di assecondare una procedura contraria alla legge:
«καὶ ἑτοίμων ὄντων ἐνδεικνύναι με καὶ ἀπάγειν τῶν ῥητόρων, καὶ ὑμῶν κελευόντων καὶ βοώντων, μετὰ τοῦ νόμου καὶ τοῦ δικαίου ᾤμην μᾶλλόν με δεῖν διακινδυνεύειν…»
Qui ci sono due genitivi assoluti. Il primo è ἑτοίμων ὄντων τῶν ῥητόρων: il nome è τῶν ῥητόρων («gli oratori»), il participio è ὄντων («essendo pronti»), e il nome compare dopo i due infiniti che dipendono da ἑτοίμων. Il secondo è ὑμῶν κελευόντων καὶ βοώντων: il nome (pronome) è ὑμῶν («voi») e ci sono due participi presenti coordinati («mentre voi ordinavate e gridavate»). Il senso complessivo è circostanziale con una sfumatura concessiva-avversativa: «pur essendo gli oratori pronti a denunciarmi e ad arrestarmi, e mentre voi ordinavate e gridavate, ritenevo di dover correre il rischio dalla parte della legge e della giustizia». Puoi leggere il brano nella traccia di maturità 2010 su Platone.
Quando manca il nome espresso
Può capitare che il nome del genitivo assoluto non ci sia, perché è ovvio dal contesto (per esempio con i verbi che indicano fenomeni atmosferici: ὕοντος, «mentre pioveva»). Anche in questo caso il participio resta al genitivo. Non confonderlo con i participi impersonali come δόξαν («essendo parso bene», «dopo la decisione»), che stanno invece all'accusativo e formano il cosiddetto accusativo assoluto: è un'altra costruzione, con la stessa idea di fondo di un gruppo sciolto dalla frase.
Esercizi svolti
Le frasi seguenti sono costruite da noi, semplici, per esercitarti: non sono citazioni di autori.
- τοῦ ἡλίου δύντος, οἱ ναῦται ἐκάθευδον. — Il nome è τοῦ ἡλίου, il participio aoristo δύντος: azione anteriore, valore temporale. «Al tramonto del sole, i marinai dormivano» (o «Dopo che il sole fu tramontato, i marinai dormivano»).
- Κύρου βασιλεύοντος, οἱ Πέρσαι ηὐδαιμόνουν. — Participio presente: contemporaneità. «Mentre Ciro regnava, i Persiani erano felici.»
- τῶν πολεμίων προσιόντων, οἱ πολῖται ἔφυγον. — Il nome τῶν πολεμίων è plurale e concorda con προσιόντων (participio presente di πρόσειμι, composto di εἶμι, «andare»: «avvicinarsi»): «Mentre i nemici si avvicinavano, i cittadini fuggirono». Il valore può essere anche causale: «Poiché i nemici si avvicinavano».
- οἱ στρατηγοὶ ἰδόντες τὸν κίνδυνον ἀπῆλθον. — Attenzione: non è un genitivo assoluto. ἰδόντες è nominativo plurale e concorda con οἱ στρατηγοί (soggetto): è un participio congiunto. «I generali, visto il pericolo, se ne andarono.»
Da ricordare
Da ricordare. Genitivo assoluto = nome + participio, entrambi in genitivo, sciolti dal resto della frase, con un nome che non ha altra funzione. Participio presente = contemporaneità, aoristo = anteriorità, futuro (raro) = scopo o fatto atteso. Il valore (temporale, causale, concessivo, ipotetico) lo decide il contesto. Negazione: di norma οὐ nel valore fattuale, μή nell'ipotetico. Con ὡς la causa è addotta, non oggettiva. Se il participio concorda con un termine della frase, è un participio congiunto.
Un metodo di lavoro
Quando in una versione trovi un participio, fermati e segui questi passi: individua il caso, cerca il nome con cui concorda, controlla se quel nome ha una funzione nella frase. Poi scegli la traduzione che rende il rapporto tra le azioni. Per il metodo generale, dalla lettura del brano alla revisione finale, leggi la guida su come affrontare e tradurre una versione di greco. E per vedere lemma, analisi e costruzione di ogni parola di un testo, con la fonte che le conferma, prova Lemma: in modalità Spiega la traduzione resta tua.
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