LemmaProva Lemma

Lemma › Blog

Cum con il congiuntivo: narrativo, causale, concessivo, avversativo

Di Lemma · 9 ottobre 2026 · 7 minuti di lettura · latino, grammatica, cum, congiuntivo

Cum è una delle parole più insidiose del latino, perché può voler dire «con», «quando», «poiché», «sebbene», «mentre invece». Si distingue guardando due cose: se è una preposizione (seguita da un ablativo) o una congiunzione (seguita da un verbo), e, nel secondo caso, a quale modo è il verbo, indicativo o congiuntivo, e a quale tempo.

Prima domanda: preposizione o congiunzione?

Se dopo cum trovi un nome o un pronome all'ablativo e non c'è un verbo che dipenda da cum, è la preposizione «con»: cum amicis, «con gli amici»; mecum, «con me» (nei pronomi personali la preposizione si attacca alla fine: mecum, tecum, nobiscum, vobiscum). Se invece dopo cum c'è una proposizione con un verbo, è una congiunzione, e il valore dipende dal modo del verbo. Attenzione alle forme che sembrano un ablativo ma non lo sono: in cum hoc dixisset c'è un verbo (dixisset), hoc è il suo oggetto e cum è una congiunzione.

Cum con l'indicativo: di regola temporale

Quando il verbo è all'indicativo, cum è di regola una congiunzione temporale: «quando», «nel momento in cui», «ogni volta che». Il fatto è semplicemente collocato nel tempo, senza una sfumatura di causa.

Cum Caesar in Galliam venit, Helvetii iam in finibus Sequanorum erant.
«Quando Cesare giunse in Gallia, gli Elvezi erano già nel territorio dei Sequani.»

L'indicativo può essere di qualsiasi tempo, e si traduce con il tempo italiano corrispondente. Due casi da ricordare: il futuro anteriore (cum venero, omnia videbis, «quando sarò arrivato, vedrai tutto») e il piuccheperfetto o l'imperfetto con valore iterativo, cioè di azione ripetuta (cum Caesar venerat, milites gaudebant, «ogni volta che Cesare arrivava, i soldati gioivano»).

C'è poi il cum inversum, in cui la proposizione con cum contiene il fatto più importante e si traduce «quand'ecco che»: nella reggente c'è spesso un imperfetto o un piuccheperfetto, in quella con cum un perfetto o un presente storico, e di solito compare un avverbio come repente o subito. Un esempio vero, dagli Annali di Tacito (VI, 50), è nella traccia di maturità del 2015: Caesar egrediebatur, cum repente adfertur redire Tiberio vocem ac visus, «Gaio Cesare (Caligola) stava uscendo, quando all'improvviso si annuncia che a Tiberio tornano la voce e la vista».

Cum con il congiuntivo: quattro valori

Con il congiuntivo, cum ha valori che non sono semplicemente temporali. Il contesto decide quale scegliere, e le spie aiutano.

Cum narrativo (o storico)

È il valore più frequente nei testi di storia: collega due fatti nel racconto al passato, con una sfumatura temporale e causale insieme. Il congiuntivo è imperfetto (contemporaneità) o piuccheperfetto (anteriorità) e si traduce di solito con «quando», con «dopo che», con un gerundio o con un participio.

Cum Hannibal Alpes transisset, Romani valde perterriti sunt.
«Dopo che Annibale ebbe attraversato le Alpi, i Romani furono molto spaventati.» (oppure: «Avendo Annibale attraversato le Alpi…»)

Cum causale

Dà la causa: «poiché», «dal momento che». Il verbo è al congiuntivo, a tutti i tempi. Le spie più sicure sono le particelle che rafforzano cum: quippe cum, utpote cum, praesertim cum («tanto più che»).

Quae cum ita sint, ad rem redeamus.
«Stando così le cose, torniamo all'argomento.» (letteralmente: «Poiché queste cose stanno così…»)

Quae cum ita sint è una formula frequentissima in Cicerone: cum causale con il congiuntivo presente di sum.

Cum concessivo

Dice una circostanza che non impedisce quella principale: «sebbene», «benché», «anche se». Il verbo è al congiuntivo, e nella reggente c'è spesso tamen («tuttavia») che aiuta a riconoscerlo.

Cum multa dixisset, tamen nemini persuasit.
«Sebbene avesse detto molte cose, tuttavia non convinse nessuno.»

Cum avversativo

Oppone due fatti, come «mentre invece»: il verbo è al congiuntivo.

Cum Athenienses de pace deliberarent, Lacedaemonii bellum parabant.
«Mentre gli Ateniesi discutevano di pace, gli Spartani invece preparavano la guerra.»

Qui l'idea non è solo di tempo: i due comportamenti sono opposti, e la traduzione «mentre invece» lo rende.

La concordanza dei tempi

Con il congiuntivo vale la consecutio temporum: il tempo del congiuntivo dipende da quello della reggente e dice se il fatto è contemporaneo o anteriore.

ReggenteCum + congiuntivoRapporto
tempo principale (presente, futuro semplice e anteriore, perfetto con valore di presente, imperativo, congiuntivo esortativo)congiuntivo presentecontemporaneità
tempo principalecongiuntivo perfettoanteriorità
tempo storico (perfetto storico, imperfetto, piuccheperfetto)congiuntivo imperfettocontemporaneità
tempo storicocongiuntivo piuccheperfettoanteriorità

Le prime due righe valgono per il cum causale, concessivo e avversativo con la reggente al presente o al futuro: l'esempio Quae cum ita sint, ad rem redeamus è proprio di questo tipo (reggente al congiuntivo esortativo, cum con il presente). Il cum narrativo, che racconta fatti passati, usa invece soltanto le due righe dei tempi storici.

Attenzione al presente storico nella reggente: si comporta di solito come un tempo storico, e il cum narrativo è normalissimo. Lo vedi in Cesare, De bello Gallico I, 7: Caesari cum id nuntiatum esset, eos per provinciam nostram iter facere conari, maturat ab urbe proficisci, «Quando a Cesare fu annunciato che essi tentavano di passare per la nostra provincia, si affretta a partire da Roma». Un caso simile è nella traccia di Tacito del 2019: Otho… cum emi sibi praedia… finxisset… pergit, un cum narrativo con il piuccheperfetto (finxisset, anteriorità) e un presente storico nella reggente (pergit).

Come scegliere quando traduci

Una procedura pratica, in ordine:

  1. Dopo cum c'è un nome o un pronome all'ablativo, e nessun verbo che dipenda da cum? Allora è la preposizione «con».
  2. Il verbo introdotto da cum è all'indicativo? Allora è di regola temporale: «quando», «ogni volta che». Se la reggente (di solito all'imperfetto o al piuccheperfetto) descrive solo una situazione di sfondo e la proposizione con cum, che di solito la segue, porta il fatto improvviso (spesso con repente, subito), pensa al cum inversum («quand'ecco che»).
  3. Il verbo è al congiuntivo? Cerca prima le spie: quippe cum, utpote cum, praesertim cum indicano la causa; tamen nella reggente indica una concessione.
  4. Il senso è di causa vera e propria, cioè «poiché» funziona e «quando» o «dopo che» no (tipico con la reggente al presente, o con una spia)? Traduci «poiché».
  5. Il senso è di concessione, cioè la circostanza non impedisce quello che dice la reggente? Traduci «sebbene».
  6. Il senso è di contrasto fra due comportamenti? Traduci «mentre invece».
  7. Se invece il cum racconta un fatto passato con l'imperfetto o il piuccheperfetto e «quando», «dopo che» o un gerundio funzionano, è un cum narrativo (la sfumatura causale c'è, ma non prevale): è il caso più frequente nei testi di storia. Traduci con «quando», con un gerundio («avendo attraversato…»), con un participio («attraversate le Alpi…») o con «dopo che».

Da ricordare. cum + indicativo = di regola «quando» (temporale, ma anche «ogni volta che», o «quand'ecco che» nel cum inversum); cum + congiuntivo = causale («poiché»), concessivo («sebbene»), avversativo («mentre invece») oppure narrativo («quando, dopo che»). La scelta si fa dal contesto e dalle spie (quippe, utpote, praesertim, tamen, il tempo della reggente).

Un'altra insidia: cum… tum

La coppia correlativa cum… tum vuol dire «sia… sia», «non solo… ma anche», spesso «non solo… ma soprattutto»: cum in aliis rebus, tum in hac = «sia in altre cose, sia in questa». Qui cum non introduce una subordinata temporale: è un correlativo, ed è la ragione per cui non va confuso con un cum narrativo.

Dove vederli nei testi veri

Per allenarti, il metodo è lo stesso che usiamo in come tradurre una versione di latino: prima la struttura, poi le parole. Nei brani latini della maturità cum compare poche volte (da nessuna a quattro per brano), e conviene cercarlo uno per uno. Nelle Storie di Tacito del 2019 c'è il narrativo con il piuccheperfetto di cui parlavamo. Nel Laelius del 2025 trovi un cum causale con il congiuntivo presente (quippe cum propter virtutem et probitatem etiam eos, quos numquam vidimus, quodam modo diligamus, «dal momento che, per la virtù e la probità, amiamo in un certo modo anche chi non abbiamo mai visto»), accanto a un cum temporale con l'indicativo (cum similis sensus exstitit amoris) e a due cum preposizione. Nell'Institutio oratoria del 2026 c'è un cum… tum (cum in aliis quibusdam tum praecipue in Timaeo).

Per le forme verbali, Lemma ti mostra modo, tempo e lemma secondo l'analisi morfologica di Morpheus, che Lemma cita come fonte; quando una forma ammette più letture (per esempio est, che per Morpheus può essere di sum ma anche di edo, «mangiare») ti mostra le possibilità, e a scegliere è il contesto. Se invece vuoi capire come si lavora con le costruzioni participiali, leggi l'ablativo assoluto.

Allenati sulla prossima versione. Incolla un passo e Lemma ti mostra lemma, analisi e costruzione di ogni parola, citando le fonti. Quattro domande gratis, senza carta.

Prova Lemma

Continua a leggere